ll lockdown ha sicuramente inciso sulla vita di ognuno di noi: la permanenza forzata in casa e le modalità differenti di svolgere qualsiasi azione quotidiana, in primis, lavorare, hanno modellato e modulato con ritmi differenti la nostra intera vita per diversi mesi.

Chi aveva già la fortuna di avere degli animali in casa, ha sicuramente approfittato di questo periodo per stare di più in loro compagnia e prendersene maggiormente cura. Dall’altro lato, il malessere generato dall’isolamento, ha indotto molte persone ad adottare un animale – soprattutto cani – per cercare di alleviare lo stress del periodo. Molti studi hanno dimostrato ,infatti, che vivere con un animale ha effetti benefici sull’umore, sulla salute, sul nostro stato psicofisico generale, su persone di ogni età.

Secondo un’indagine recente, commissionata a Wamiz, portale specializzato in pets, il 67% degli intervistati ha sperimentato che la presenza in casa di animale domestico è molto positivo per lo sviluppo dei più piccoli. I bambini apprendono il rispetto degli altri esseri viventi, diventano più socievoli con i loro simili, più aperti a relazionarsi con il mondo esterno e più equilibrati, riescono a regolare meglio le loro reazioni più eccessive e imparano i primi gesti legati all’accudimento.

Ma il dato più interessante riguardo ai nostri amici a quattro zampe, è forse quello che è venuto fuori da una ricerca dell’Università dello Stato di Washington dove hanno svolto un programma di quattro settimane che ha coinvolto degli studenti con deficit di attenzione o iperattività. Lo studio, pubblicato su AERA Open, rivista peer-reviewed dell’American Educational Research Association, ha rivelato che il solo fatto di poter accarezzare un cane durante gli interventi assistiti di Pet Therapy, ha migliorato le abilità cognitive degli studenti più stressati, facilitando loro le attività di pianificazione dello studio, con un effetto benefico che si è prolungato fino a sei settimane dopo il termine del programma di trattamento.

Un altro studio, questa volta australiano, ha dimostrato come la presenza di un animale domestico migliora sensibilmente la vita sociale di tutti, soprattutto delle persone più anziane; queste ultime, in più, si avvantaggiano di un miglioramento della circolazione sanguigna, del livello di colesterolo e di glicemia nel sangue e dell’abbassamento della pressione. E’ risultato anche essere uno dei cinque migliori modi per fare nuove amicizie. Infine la capacità di camminare degli anziani che escono con i cani, migliora del 28%, contro il 4 % di incremento per quelli che escono con altri umani.

Lato nostro? In Italia manca ancora il riconoscimento degli animali come esseri senzienti e l’inserimento in Costituzione della protezione degli stessi, quindi per la legge sono ‘oggetti’ e di conseguenza trattati come un ‘bene mobile’, mentre non ci siano nemmeno ancora dotati di un’anagrafe nazionale degli animali di affezione. Ci auguriamo che non sia solo la spesa per i pets ad aumentare, con soddisfazione del mercato, ma che si possa presto fare dei progressi anche dal punto sociale e culturale nel riconoscimento degli animali quali esseri senzienti e non meri oggetti.

 

Credit photo: Samson Katt

 

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