Sugli animali si consuma giornalmente ogni tipo di business spietato e irresponsabile: le vittime non possono denunciare e le leggi, quelle poche esistenti, sono troppo blande e inefficaci per ottenere una vera giustizia o un qualsiasi tipo di risarcimento minimamente equiparabile al danno o maltrattamento subito dall’animale.

Uno dei più odiosi e difficili da intercettare ed eliminare è sicuramente il traffico di cuccioli sedicenti ‘di razza’ provenienti dai Paesi dell’Europa dell’Est: Ungheria, Slovacchia, Ucraina, Polonia, Romania; sono anche gli allevatori italiani che si trasferiscono là, consapevoli di un mercato fiorente e molto interessante anche in Italia che non deve dimostrare nessuna serietà o affidabilità.

Si arriva a numeri folli di cuccioli ceduti di pochi mesi, allevati senza alcun rispetto della loro etologia e salute che spesso muoiono prima di arrivare a destinazione nelle case di ignare famiglie e persone che li hanno acquistati su siti come farebbero per un paio di scarpe; senza conoscere le caratteristiche minime di un allevamento serio e quindi senza pretenderle, allettati solo dai prezzi concorrenziali.
Così 8 milioni di cani viaggiano sulle strade dell’Europa fruttando ai loro ‘venditori’ una media di 500 euro a cucciolo, cuccioli stipati in furgoni non destinati al trasporto di animali, o chiusi in cartoni e contenitori di plastica, nascosti nei portabagagli. In questi anni, quei pochi viaggi intercettati e fermati, hanno mostrato che si tratta di un traffico che non si fa scrupolo di nulla, neppure di perdere una buona parte della ‘merce’ durante il viaggio.
È risaputo poi che, durante il lockdown, sono aumentate le adozioni di cani, ma anche gli acquisti; di conseguenza anche quelli online da allevamenti improvvisati se non illegali dei Paesi dell’Est. Dopotutto anche i dati Eurispes 2021 fanno registrare un aumento costante in Italia di famiglie con almeno un pet in casa, e la tendenza è di averne due, con il 43,6% del totale che ha scelto un cane e il 35,1% che ha preferito il gatto come animale domestico.

Altro momento clou di aumento dei traffici illegali di cuccioli di ‘simil-razza’, senza pedigree (non per un fatto di razza, ma di serietà di chi li ha allevati e venduti e quindi di sicurezza della salute dei cuccioli), si registra nelle settimane precedenti il Natale quando qualcuno ha la malaugurata idea di regalare cuccioli di cani o di gatti ai propri figli, parenti o amici. Scelta scellerata per due ordini di motivi: primo, un cane o un gatto non è un maglioncino che se non ti piace puoi cambiare in negozio o ‘rifilare’ a tua volta a qualcun’altro, secondo: ogni adozione di un essere vivente con specifiche esigenze etologiche che esige un impegno giornaliero di cure e attività, deve essere pensato, interiorizzato, preparato, in una parola, ‘consapevole‘! Non c’è altra maniere per fare entrare nella propria vita un essere vivente delicato come un cane – o altro animale – che presto dipenderà da noi in tutto e per tutto, soprattutto dal punto di vista affettivo. E’ una responsabilità troppo grossa che nessuno può arrogarsi il diritto di prendere sotto gamba.

Per questo, come APA, ci uniamo a tutte le altre associazioni, esperti e veri amanti degli animali che in questo periodo fanno di tutto per far comprendere a chi è meno attento e informato che cani, gatti, conigli, canarini, tartarughe (chi più ne ha più ne metta), non sono ‘oggetti’ e poiché non sono cose inanimate, non si possono considerare dei regali. Inoltre, foraggiare questi allevamenti clandestini che non si fanno scrupoli di staccare i cuccioli troppo presto dalle loro mamme, di farli viaggiare in modo del tutto inadeguato se non terribile, senza le giuste coperture mediche e con il giusto periodo per i vaccini, è l’altro gravissimo errore che non si dovrebbe commettere. Oltre al fatto che è già stato dimostrato in molti casi, che la mafia è spesso infiltrata in questi traffici, come in tutti quelli in cui c’è un alto margine di guadagno.

Inoltre, altro gravissimo effetto di questi acquisti superficiali risiede nel fatto che, comprare un cucciolo dai trafficanti disonesti, toglie la possibilità a un cane o un gatto in un rifugio di uscire da quel rifugio, toglie loro forse l’unica chance di avere un divano e un letto caldo e l’amore di una famiglia.

Pensateci bene prima di ‘comprare’ un essere vivente e invitate chi sta pensando di ‘regalare’ un animale a Natale di rifletterci parecchio prima di farlo. Anzi, fatelo desistere, se potete.

Perché la migliore buona azione che potrete fare a Natale è senza ombra di dubbio adottate dai rifugi, i rifugi sono pieni di perle e pietre preziose che aspettano solo di essere trovate e portati a casa.

Fate a voi stessi il miglior regalo: adottate.

 

Foto a corredo della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza durante azioni di sequestro e denuncia di traffici di cuccioli dall’Est Europa.

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