Sud Corea. Come saprete dai nostri precedenti articoli, APA segue anche la situazione negli altri stati asiatici dove perdura l’abominio del consumo di carne di cane. In questo articolo riprendiamo il discorso sud coreano, ma facciamo prima un piccolo riepilogo.

Il 27 settembre 2021, il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha dichiarato ufficialmente al suo primo ministro: “Non è forse giunto il momento di prendere prudentemente in considerazione la possibilità di vietare il consumo di carne di cane?”. Nel dicembre 2021, il governo sudcoreano ha formato il Comitato consultivo di discussione sulla fine del consumo di carne di cane (il “Comitato” o task force, come l’abbiamo nominata precedentemente).  Il Comitato è composto da ministri del governo, allevatori di carne di cane, macellai, proprietari di negozi di carne di cane e rappresentanti di organizzazioni per il benessere degli animali. Come vi avevamo reso noto in questo articolo questa task force avrebbe dovuto pubblicare il suo rapporto su come procedere entro aprile 2022, ma ha prorogato la scadenza di due mesi a giugno. Il Comitato ha dichiarato che: “I membri hanno trovato un terreno comune sul fatto che la fine del consumo di carne di cane è in linea con i tempi, ma è necessario che si arrivi ad un accordo comune delle parti in causa“. Come si può comprendere facilmente, il mondo intero, a partire dagli animalisti di sono in attesa del rapporto. Ora, superata abbondantemente la fine di giugno, una fonte informa che il Comitato potrebbe prorogare ancora una volta la scadenza. Ciò significa che centinaia di migliaia di cani continueranno a essere torturati e uccisi mentre il Comitato sta ancora cercando di raggiungere un consenso.  

Eppure è soprattutto l’opinione pubblica a spingere verso la fine del dog meat trade. I recenti sondaggi d’opinione mostrano infatti il sostegno pubblico alla fine dell‘industria della carne di cane, con quasi l’84% dei sudcoreani che non mangia carne di cane e quasi il 60% che è favorevole a un divieto.
Nel frattempo è cambiato anche il capo di stato, il neoeletto presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol si è impegnato a sostenere l’abolizione della carne di cane a condizione che vi sia un consenso sociale. La moglie del Presidente, Kim Keon-heeè andata oltre nel sollecitare la fine della carne di cane. Ha dichiarato che la carne di cane deve essere fermata per rispetto del migliore amico dell’uomo e della sua vita. Ha contraddetto la convinzione di alcuni che la carne di cane sia salutare, osservando che la carne di cane non fa bene alla salute a causa delle condizioni terribili e insalubri in cui i cani vengono allevati. La First Lady sud coreana ha proposto di trasformare le aziende che si occupano di carne di cane in altre attività impegnate in altri settori, una conversione commerciale e merceologica insomma; sperando non abbiano a che fare ancora con lo sfruttamento animale. La famiglia del neoeletto presidente e della first lady ha adottato tre gatti e quattro cani, tra cui un Jindo salvato di nome Tori.

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