Ci sono ricerche che affermano che l’uomo si è evoluto sviluppando diffidenza e senso di paura verso certi animali, mentre verso altre specie – grandi occhi, naso piccolo, guance paffute – siamo più inclini a ​considerarli​ ‘carini’ e quindi ad avvicinarli con più fiducia. Si spiega perché i bambini istintivamente schiacciano piccoli insetti, in particolar modo i ragni.

Sta a noi adulti spiegare ai nostri figli ​(o nipoti, o piccoli amici) ​che quegli insetti sono del tutto innocui e che meritano, per quanto non li troviamo aggraziati, di vivere ugualmente.

E’ dimostrato, anche, che i bambini a cui è insegnato il rispetto per insetti, pesci e invertebrati, avranno effetti positivi sul loro sviluppo e rispetteranno maggiormente il pianeta​, fino a diventare degli ambientalisti​.

Il tema della necessità di rispettare e proteggere anche gli animali che non rispecchiano i classici criteri del ‘carino’ e del ‘puccioso’, è sentito ​soprattutto ​da​ ​professionisti quali entomologi​,​ biologi ​e ​naturalisti, tanto che due siti molto frequentati quali https://uglyanimalsoc.com/ (del biologo Simon Watt) e https://thebugchicks.com, (Kristie Reddick e Jessica Honaker entrambe entomologhe) insegnano ​ad adulti e​ a bambini​, con sezioni dedicate,​ a immedesimarsi in queste creature; facendo leva sulle analogie e l’empatia, cercano di far crescere nei ragazzi non solo rispetto​ verso pesci un po’ freak e insetti stravaganti​, ma magari anche la voglia di volerli studiare ed esaminare per poterli chissà​, forse​, un domani proteggerli.

I bambini già sanno, infatti, che leoni, tigri, elefanti, cetacei sono a rischio di estinzione, ma è importante insegnare loro, ad esempio, l’importanza fondamentale e la fragilità degli insetti impollinatori, perché ne va della nostra stessa sopravvivenza sulla terra.

 

Infatti, come afferma la Reddick: E solo perché un animale sembra incredibilmente diverso da noi non significa che non sia importante. In effetti, quelle differenze potrebbero rappresentare per noi anche solo un’opportunità di apprendimento.”.

Una strategia utilizzata dalla Bug Chicks per avvicinare i bambini alle categorie di animali non-tanto-carini, è infatti l’empatia: quindi una tela di ragno altri non è che la casa faticosamente costruita da un papà o una mamma per la sua famiglia.

Di modo che la prossima volta a quel bambino non verrà in mente, a cuor leggero, di distruggere la casa di quel ragno perché penserà che se capitasse a lui, non sarebbe una cosa tanto piacevole. Lo stesso discorso si potrà traslare ad altri insetti, quali formiche e scarafaggi…

L’interesse potrà poi estendersi fino a voler conoscere la storia evolutiva di questi animali ‘non bellissimi’, fino a scoprire – come suggerisce Watt nei suoi video – che la nasica ha quel naso per attrarre le femmine, e il pesce blob ha tutto quell’eccesso di pelle per poter sopravvivere alla pressione dell’acqua sotto i 1200 metri dove vive.

Insegnare ai bambini il rispetto di ‘tutte’ le creature sarà utile e interessante, e non solo per loro.

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