Corea del Sud. Negli ultimi anni la Corea del Sud sta compiendo passi avanti sbalorditivi per allinearsi a l’aumentata sensibilità dei propri concittadini nei confronti degli animali e per debellare le ultime sacche di arretratezza nel rapporto uomo-animale.
In questa tendenza sociale e amministrativa, rientra la recente decisione del governo di proclamare come fuori legge gli allevamente di orsi (dette anche fattorie di bile) per l’estrazione della loro bile, decisione sollecitata a più voce e da più parti, in una crescente protesta pubblica per la crudeltà sugli animali

Alla fine del mese scorso, infatti, il Ministero dell’Ambiente ha annunciato che tutti gli allevamenti di orsi saranno banditi in Corea a partire dal 1° gennaio 2026, e che gli orsi attualmente allevati saranno trasferiti in rifugi e santuari entro il 2025.

La decisione segue decenni di controversie sulla pratica, iniziata nel 1981 a causa dell’alta domanda di bile di orso usata nella medicina tradizionale.

La dichiarazione di cessare l’allevamento di orsi è particolarmente significativa perché il governo, l’industria agricola e la società civile si sono uniti per risolvere una questione vecchia di 40 anni“, ha detto il ministro Han Jeoung-ae in una dichiarazione.

L’allevamento di orsi è una reliquia di un’epoca in cui la conservazione delle specie in pericolo non era una preoccupazione nella penisola. Il consumo di bile e di altre parti dell’animale è stato permesso con l’arrivo in Corea di 493 orsi importati, dal 1981 al 1985, per scopi di allevamento.

Le autorità da allora hanno rivisto la legge per vietare il commercio di carne e pellicce di questi animali, ma la bile ha continuato a beneficiare di una autorizzazione per la vendita come ingrediente per la medicina. Adesso, il commercio della bile d’orso può tecnicamente continuare fino al 2025, quando il disegno di legge che fornisce le basi legali al divieto, dovrebbe essere promulgato.

Delle otto specie di orso esistenti nel mondo, due sono classificate come minacciate di estinzione dall’International Union for Conservation of Nature, inclusa la specie indigena della Corea, l’orso nero asiatico.

La controversia sull’allevamento degli orsi si concentra sulla crudeltà di allevare orsi per l’estrazione della bile. Le orribili condizioni in cui vengono tenuti gli animali per l’estrazione della bile sono state rivelate in diverse occasioni dalle indagini poi promulgate dai media.

L’annuncio di un divieto di allevamento di orsi arriva mentre la Corea del Sud si sta attualmente confrontando con un aspetto ancora più controverso della cultura – la sua lunga pratica di mangiare carne di cane.

In seguito alla direttiva del presidente Moon Jae-in nel settembre dello scorso anno – di cui abbiamo parlato diffusamente anche qui – di considerare il divieto del consumo di carne di cane, una task force civile e governativa è stata lanciata a dicembre per discutere la questione.

La carne di cane ha una lunga storia in Corea, pubblicizzata come un piatto che aumenta la resistenza, ma negli ultimi anni l’industria ha affrontato una domanda in calo,oltre alle critiche internazionali. La carne di cane può essere trovata solo in alcuni mercati tradizionali ed è servita in relativamente pochi ristoranti.

Il business della carne di cane è rimasta in una zona legale grigia, che ha portato a una controllo disatteso. L’Animal Protection Act afferma che gli animali non possono essere macellati crudelmente, ma non menziona la macellazione dei cani né vieta specificamente il consumo di carne di cane, mentre il Livestock Products Sanitary Control Act non annovera i cani. Pure la Food Sanitation Act non include il cane o la carne di cane come ingredienti alimentari determinati dalle autorità per essere ammessi alla vendita.

“Il consumo di carne di cane è una questione complicata legata ai diritti umani di base e ai diritti degli animali, come indicato dalla maggioranza dei cittadini che sono contro il consumo di cani ma anche contro il divieto per legge”, ha detto un funzionario del governo.

Tale complicazione si riflette nei recenti sondaggi relativi al consumo di carne di cane.

Un sondaggio di giugno del sondaggista Realmeter su 1.012 adulti mostra che il 72,1% ha detto che il consumo di carne di cane dovrebbe essere a discrezione dell’individuo. Ma ricordiamo come nel 2020 un altro sondaggio commissionato alla Nielsen Korea ha rivelato che l’83,8% dei 1.000 intervistati ha detto di non aver mai mangiato né di avere intenzione di mangiare carne di cane in futuro.

Oltre a vietare l’allevamento per l’estrazione di bile d’orso e il consumo di cane, i coreani stanno anche prestando maggiore attenzione al benessere degli animali in generale.

Secondo le notizie, il dramma storico della KBS TV “The King of Tears, Lee Bang-won” non andrà in onda questa settimana e l’emittente è indecisa se tornare in onda o meno. Lo show è stato sospeso per la terza settimana consecutiva dopo una scena nel settimo episodio che è stata girata facendo inciampare forzatamente un cavallo, con conseguente ferita dello stuntman e la morte finale del cavallo una settimana dopo le riprese.

Ciò che è seguito è stata una pioggia di critiche che non è stata fermata dalle ripetute scuse della KBS (tv locale coreana), così come una petizione a Cheong Wa Dae che chiedeva misure di protezione per gli animali usati nelle riprese, che ha ottenuto oltre 157.000 firme fino a lunedì.

E’ stato in netto contrasto con la completa mancanza di proteste da parte del pubblico per una situazione simile di crudeltà sugli animali durante le riprese del dramma degli anni ’90 “Tears of the Dragon” – che ironicamente ha visto protagonista lo stesso re dell’era Joseon Lee Bang-won – quando un cervo anestetizzato fu gettato a terra con la forza.
Noi del Ministero faremo del nostro meglio per il consenso sociale (per i diritti degli animali) e per fornire sistemi adeguati, in modo che i siti di ripresa non siano un punto cieco nella protezione e nel benessere degli animali“, ha concluso il Ministro.

Avanti così Corea!

Foto dal web

 

 

 

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