COREA DEL SUD, Seoul. L’organo consultivo governativo sociale della Corea del Sud, una task force a tutti gli effetti, impegnata sullo spinoso tema del consumo di carne di cane, ha deciso venerdì scorso di estendere le sue attività per altri due mesi per ulteriori discussioni sulla delicata questione nel Paese.

La task force, composta da 21 membri, aveva cominciato i suoi lavoro nel mese di dicembre dello scorso anno, con l’obiettivo di formulare raccomandazioni politiche di compromesso sul consumo di carne di cane, in modo che il governo entrante avesse la via spianata per fare adottare misure per realizzarle, tra cui la revisione delle leggi in materia.
I membri hanno trovato un punto d’accordo sul fatto che la fine del consumo di carne di cane sia in linea con i tempi, ma non è ancora stato raggiunto un accordo“, ha dichiarato il comitato.
È stato deciso di prolungare le operazioni per altri due mesi per ulteriori discussioni. Faremo del nostro meglio per raggiungere un grande compromesso“.

Il funzionamento dell’organo consultivo sarebbe dovuto scadere alla fine del mese scorso.
Finora l’organismo ha svolto un’indagine sul campo a livello nazionale sugli allevamenti di cani e ha condotto un sondaggio sulla consapevolezza del pubblico in merito alla questione, come parte degli sforzi per raggiungere un compromesso.
Un numero crescente di sudcoreani vive con i cani in casa, ma ci sono anche allevamenti di cani ancora in funzione, dove alcune razze vengono allevate per la carne.

Gli attivisti per i diritti degli animali sostengono che la tradizione del Paese di mangiare cani sta diventando motivo di imbarazzo agli occhi del resto del mondo, mentre i sostenitori della carne di cane sostengono che le persone dovrebbero avere la libertà di scegliere cosa mangiare.
Attualmente in Corea del Sud c’è una legge sulla protezione degli animali che mira principalmente a prevenire la crudele macellazione di cani e gatti, ma non vieta ancora esplicitamente il consumo di cani in sé.
Un sondaggio condotto a novembre ha mostrato che il 48,9% degli intervistati è contrario alla messa al bando della carne di cane, mentre il 38,6% è favorevole.

Durante la sua campagna elettorale, il presidente appena insediato, Yoon Suk-yeol ha espresso la sua opposizione al consumo e al commercio di carne di cane, ma ha anche dichiarato che per vietare per legge questa pratica secolare è necessario un consenso sociale. Mentre il suo predecessore, il presidente uscente Moon Jae-in aveva mostrato ufficialmente una posizione di più netto contrasto al consumeo di carne di cane, così come vi avevamo raccontato in questo articolo.

Nei prossimi due mesi, la commissione chiamata ad investigare questo aspetto della società sud-coreana, potrà prendere in considerazione altre motivazioni sufficienti e pressanti per vietare l’abominio del consumo di carne di cane (e gatto), quali le ragioni di igiene e salute pubblica, ad esempio, e le ragioni etiche che da sole dovrebbero bastare per vietare questo commercio immondo in ogni società civile che si vuole chiamare tale.

 

 

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