Ucraina, Bucha. Non c’è molto da aggiungere quando si menziona la cittadina nella provincia di Kiev, teatro forse del più grave massacro di civili ucraini dall’inizio della guerra partita dall’attacco russo.

I media e i social hanno diffuso immagini terrificanti di come la città, liberata dopo un mese dal bombardamento e dall’assedio russo, si presentava ai liberatori: palazzi distrutti o sventrati, auto colte mentre i cittadini tentavano la fuga sotto le bombe, fosse comuni piene di persone torturate prima di essere giustiziate, lasciati senza nemmeno un centimetro di terra a nasconderne i corpi mutilati.

Come vi testimoniamo da mesi ormai, sappiamo che gli animali (domestici, nei parchi naturali, negli zoo, nei santuari) stanno subendo come e forse di più degli stessi umani, le conseguenze di questo assurdo conflitto. Molti di loro, intrappolati nelle case o altri edifici, muoiono sotto i bombardamenti, insieme con i loro stessi cari, o vengono abbandonati e vagano come fantasmi, cercando di sopravvivere in terre ormai devastate, disabitate… raramente sopravvivono e miracolosamente trovano un nuovo compagno umano.

Yannick Böge, ventiquattrenne di Amburgo, in Germania, scioccato da quell’orrore, si mette in viaggio e arriva nel mese di marzo al confine tra Ucraina e Polonia, portando con sé aiuti per gli animali domestici ucraini e riuscendo ad organizzare un rifugio per gli animali scampati alla guerra in Ucraina.

Un mese dopo, Yannick e il suo amico Robin sono a Bucha e lì incontrano Koda, un cane che gironzola da solo tra le rovine di una città che non esiste più. Il cane appare magro e affamato, si aggira soprattutto nel centro cittadino, forse la zona in cui abitava prima che la sua vita venisse distrutta.

Abbiamo capito che era speciale appena l’abbiamo incontrato, mentre zampettava con fare curioso attorno a un carro armato russo esploso. Quando ci ha visto si è messo subito a giocare con noi, come se ci conoscesse da anni. Ho aperto la portiera della macchina e lui è saltato a bordo. Sembrava volesse dirmi ‘io vengo con te’! E di fatto anche oggi è così: mi segue ovunque.”, così Yannick descrive l’incontro con un cane che ormai è diventato il suo partner fisso e braccio destro.

Ma il comportamento iniziale di Koda rivela tutto il trauma conseguente ad avere vissuto uno choc terribile come sentire delle bombe cadere dal cielo e schiantarsi al suolo, un’esperienza traumatica che Koda ha vissuto e subito per tutte le settimane in cui è durato l’assedio russo in città. Il cane appariva molto agitato, per 4-5 giorni è rimasto vigile, non si è steso nemmeno per dormire, rimaneva seduto con una stanchezza cronica che gli faceva chiudere gli occhi solo per pochi istanti.

Adesso Yannick e Koda fanno coppia fissa e Koda è di fatto un membro del gruppo di soccorso che, viaggiando per i luoghi bombardati nel paese, porta aiuto agli altri cani come lui e ai gatti sopravvissuti, una volta domestici, ora sfollati anche loro. Sempre al fianco di Yannick, nel furgoncino che trasporta gli aiuti.

Grazie Yannick e Koda per portare un raggio di luce, calore e amore in uno scenario di morte e desolazione.

Fonte: La Stampa

Foto dal web

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