Spagna. La Spagna nell’ultimo periodo sta facendo grossi passi avanti nel riconoscimento dei diritti degli animali, in una nazione tristemente nota per conservare ancora, in alcune sue regioni, ‘tradizioni’ terribili come la corrida, la corsa dei tori e l’abominevole festa del toro infuocato di Medinaceli.

Nel mese di ottobre il parlamento spagnolo si prepara infatti a rendere esecutive nuove regole del Codice Civile catalano che stabiliranno che chi è responsabile di maltrattamento animale non possa ottenere l’affidamento dei figli in caso di separazione o divorzio. Preparatorio a questa introduzione legislativa l’introduzione di un importante riconoscimento degli animali quali esseri senzienti, «esseri viventi con una sensibilità fisica e mentale». Si riconosce ufficialmente cioè ciò che molti psichiatri e sociologi affermano da diverso tempo, e cioè che c’è un collegamento diretto – chiamato proprio link – tra il maltrattamento animale e la pericolosità sociale.

In caso di coppie di separati o divorziati con figli, il giudice, in caso di condannati in via definitiva per reati contro gli animali, non potrà concedere l’affidamento dei figli minori al genitori che si sarà macchiato di quei crimini e, se successivi, potrà revocare l’affidamento.

Se la nuova legge passerà, la Spagna diventerebbe il primo paese dell’Unione Europea a riconoscere il link, il legame tra maltrattamento animale e pericolosità sociale.

Le associazioni che tutelano donne e minori nelle famiglie con uomini violenti, hanno osservato che il partner che usa violenza verso l’animale di famiglia, potrebbe molto verosimilmente essere violento verso i familiari che si traducono in condotte come violenza domestica e stalking. La cronaca internazionale e anche italiano è tristemente piena di fatti di cronaca di uomini violenti che prima di passare a usare violenza a mogli e figli, hanno maltrattato o ucciso gli animali di famiglia.

Si è calcolato che circa il 70% delle donne maltrattate e abusate decide di non lasciare la casa che condividono con il proprio aguzzino perché temono ritorsioni violente di quest’ultimo sugli animali domestici.

«Una persona violenta abusa degli animali, abusa dei coniugi e abusa dei bambini – ha sottolineato l’avvocatessa Lourdes Ciurò, consigliera della Giustizia del governo della Catalogna – La violenza sugli animali non è innocua, chi maltratta un animale è un candidato al maltrattamento. Ed è per questo motivo che vogliamo equiparare il Codice Civile Catalano a quelli più moderni e proteggere gli animali da ciò che accade alle famiglie».

Questa norma, che vuole vietare agli uomini violenti contro gli animali l’affidamento dei figli, tiene conto proprio di queste casistiche, riconoscendo finalmente, anche dal punto di vista giuridico, che chi maltratta gli animali è pericoloso anche per la società, a partire dai suoi stessi familiari. E aggiunge una novità importante: la necessità di tutelare anche gli animali in caso di separazione e divorzio, soprattutto in caso di coniuge abusante.

Fonte: Kodami

 

 

 

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