Indonesia, Isola di Sulawesi. In Indonesia la diffusione di un video estremamente scioccante sta facendo pesanti pressioni sul presidente Joko Widodo e altri leader locali indonesiani perché l’industria della carne di cane venga chiusa definitivamente. Il video diffuso dalla coalizione Dog Meat Free Indonesia ha mostrato i veri livelli di crudeltà sugli animali e i rischi per la salute pubblica che sono evidenti nei famigerati mercati umidi sull’isola di Sulawesi.

In questi mercati umidi, la carne di cane e di gatto è venduta insieme ad altri animali come pipistrelli, serpenti e cinghiali, anch’essi spesso vivi e macellati sul posto; questi wet market non sono dissimili dai mercati di Wuhan in Cina dove è quasi certa la provenienza del virus Sars che ha diffuso in tutto il mondo una pandemia terribile, non ancora debellata. I tentativi di mettere dei controlli all’interno dei mercati e lungo i traffici di alcune zone dell’Indonesia si sono rivelati fallimentari e inefficaci. Solo sull’isola di Sulawesi, 20 milioni di abitanti, si calcola che ogni anno vengono uccisi un milione di cani per la loro carne, consumata anche nei ristoranti locali.

Dietro questo commercio, come al solito, agiscono bande criminali e commercianti che rubano almeno 4.500 animali domestici e cani randagi ogni mese da vari villaggi del Sud Sulawesi.

*​Trigger warning/Avvertenza​: descrizione sconvolgente*

Tra i video girati dagli infiltrati della DMF, si vedono i trafficanti sollevare i cani terrorizzati per il collo e colpirli ripetutamente sul viso e sulla testa. Altre scene al mercato mostravano cani in gabbia, rannicchiati insieme  ai corpi senza vita di altri cani. Questi poveri animali sarebbero stati bruciati con la fiamma ossidrica per rimuovere il loro pelo per essere venduti ai clienti.

La carne viene spesso venduta ai ristoranti e alcuni cani vengono trafficati fino alla capitale del Sud Sulawesi, Makassar, un viaggio di 1.610 km, circa 40 ore.I ladri rubano i cani da tutta l’isola prima di venderli ai commercianti che li immagazzinano finché non ne hanno abbastanza da vendere.  In una Indonesia ancora sotto la morsa della pandemia, è urgente che il Presidente e le altre autorità si muovano in fretta per debellare delle abitudini inaccettabili sia dal punto di vista etico che sanitario.

Attualmente ci sono otto leggi e regolamenti nazionali che dovrebbero servire a proibire il commercio di carne di cane. E finora, cinque regioni hanno approvato divieti espliciti, eliminando il commercio di carne di cane da qualsiasi pratica legale.
Nel 2019, Karanganyar ha approvato il divieto e nel 2021, Sukohrajo e Salatiga City hanno seguito l’esempio. Semarang, che fa parte della capitale provinciale di Central Java, ha approvato il divieto all’inizio di quest’anno.
DMFI sta chiedendo che altre aree continuino la tendenza per porre fine all’industria in modo definitivo.

In particolare, sembra​ che solo alcuni gruppi etnici, come i Minahasa del Nord Sulawesi, mangino carne di cane. In questa località, ci sono 24 mercati che collettivamente vendono circa 360 cani vivi e macellati al giorno; questo ammonta a più di 130.000 cani ogni anno solo in questa area del paese.
Nonostante queste cifre, si nota che l’opposizione al commercio di carne di cane e di gatto sta aumentando in tutta l’Asia.

C’è un numero sempre crescente di paesi e località che stanno vietando l’industria così come la vendita e il consumo di cani in generale. È questo ​trend​ a cui ci aggrappiamo mentre aspettiamo che ​sempre più​ autorità facciano ​localmente ​passi ​avanti ​nell’imporre il divieto in modo estensivofino a coinvolgere tutta l’Indonesia.

 

 

 

 

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