CINA. Ne avevamo già parlato in altri articoli e attraverso segnalazioni sui nostri social, riportando sia i risultati dei sopralluoghi della delegazione dell’OMS inviata per una ispezione nei luoghi dove sarebbe partita la diffusione della pandemia da Sars-CoV-2, sia attraverso l’uscita di articoli scientifici. Adesso sembra ci sia la prova definitiva che il Covid sia uscito da un mercato umido di Wuhan che ha fatto da detonatore di una pandemia mondiale che ha finora ha provocato 567 milioni di casi e oltre 6,3 milioni di decessi.

Sempre più lontana, se non esclusa definitivamente l’ipotesi – pompata artificialmente dall’ex presidente USA Donald Trump – la manipolazione e fuga di Sars-CoV-2 dai laboratori di ricerca. Quella dello spillover (salto di specie) rimane quindi l’ipotesi più accreditata che trova un’ulteriore conferma in uno studio pubblicato su Science da un gruppo di ricercatori dello Scripps Research Institute di La Jolla (California del Sud). “Analizzando le prove disponibili abbiamo avuto conferma che il salto di specie con cui il virus si è fatto largo nell’uomo è avvenuto a partire da animali in vendita al mercato di Wuhan negli ultimi giorni di novembre del 2019“, afferma Kristian Andersen, docente di microbiologia e immunologia che ha coordinato gli studi pubblicati sulla rivista e che ormai conferma definitivamente l’origine del Covid.

Lo spillover nel mercato di Wuhan

I ricercatori si sono avvalsi dei dati raccolti dall’OMS nel mese di maggio 2020, attraverso quell’unica delegazione di esperti che hanno avuto il consenso da parte del Governo della Cina di fare un sopralluogo e raccogliere informazioni. Si sono accorti infatti che, sebbene il Covid si fosse velocemente diffuso in una popolazione di oltre 11 milioni di abitanti distribuiti su una superficie di quasi 8.500 chilometri quadrati, il virus della Sars-CoV-2, a inizio pandemia, era individuabile in un’area molto più ristretta e quest’area è risultata essere quella intorno ad uno dei mercato umidi di Wuhan, quello di Huanan, il focolaio della pandemia è quindi partito da qui.

Il virus si sarebbe diffuso poi, attraverso passaggi successivi uomo-uomo, nei quartieri a più popolosi della metropoli. Una considerazione dei ricercatori comprovata dai dati raccolti dal social network Sina Weibo che i cinesi stavano utilizzando in quel periodo per raccogliere aggiornamenti sulla pandemia.

Quando si è verificato lo spillover (il salto di specie)
Le tracce del virus sono state riscontrate in una bancarella e in diversi campioni di acqua proveniente da quest’area del mercato: il passaggio di Sars-CoV-2 nell’uomo è avvenuto qui, ora abbiamo le prove. Il salto di specie (da animale a uomo) è avvenuto qui, attraverso il contatto con alcuni animali selvati – qui macellati, a cielo aperto – venduti spesso anche vivi. A fare da ponte, sono stati individuati altre specie di animali selvatici qui commercializzati: le volpi rosse (Vulpes vulpes), i tassi del maiale settentrionale (Arctonyx albogularis) e i cani procioni comuni (Nyctereutes procyonoides).

Al momento manca solo la prova del passaggio a monte di questo virus, ovvero tra animali selvatici, ”solo una stretta collaborazione e cooperazione tra i ricercatori di tutto il mondo” ha dichiarto Andersen, sarà capace di trovare conferma all’ipotesi che il microrganismo causa di Covid-19 sia passato dai pipistrelli agli altri selvatici. E da qui, all’uomo, perché, ha concluso il ricercatore “la pandemia è con ogni probabilità il risultato di diversi eventi zoonotici registrati a breve distanza di tempo”.

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