Lo aveva chiamato Angelo, dandogli il suo stesso nome, il veterinario Angelo Delogu che lo aveva strappato dalle fiamme nel Montiferru, zona naturale nella provincia di Oristano – centro-ovest della Sardegna – dove a fine luglio è scoppiato un incendio devastante di cui si pagheranno le conseguenze per lungo tempo.

Quando il veterinario lo ha scorto attraverso la fitta nebbia del fumo, le fiamme lo avevano già avvolto completamente tanto che Angelo era stato trovato fermo su di un muretto, impossibilitato a trovare una via di fuga.

Si era diffusa inizialmente – sbandierando il solito vessillo ipocrita dell’animale eroe – la notizia romanzata che il cane non si era voluto allontanare dal gregge sotto la sua custodia -, come effettivamente avevano fatto altri cani nella zona ricca di greggi di ovini, ma la realtà era differente. Noi di Apa lo abbiamo scritto sin dal primo giorno della tragedia del terribile incendio che ha fatto scempio di ettari di boschi e di animali: non ci sono eroi, ma vittime e queste vittime sono per lo più, in questi disastri causati dagli uomini, rappresentate dagli animali.

Angelo ci ha lasciato, dopo aver lottato per giorni contro il dolore terribile alle zampe, al ventre e al muso che avevano riportato profonde bruciature, nonostante i veterinari della Clinica due Mari avessero lottato con lui, medicando più volte al giorno le sue ferite, somministrandogli anticibiotici e antidolorifici.

Si pensava che la storia di Angelo fosse a lieto fine, doveva essere a lieto fine, uno spiraglio di luce e di speranza in tanta devastazione. Gli occhi di chi ama gli animali e ha pregato e sofferto per lui erano puntati su di lui pieni di speranza, gli stessi occhi che adesso non riesco a togliersi dalla testa lo sguardo di Angelo. Uno sguardo puro, disarmante, innocente come quello di un bambino che non conosce il male dell’umanità e la sofferenza.

Angelo ha conosciuto il male, ha provato sulla sua pelle e sulla sua carne il dolore bruciante della follia distruttiva di cui è capace l’uomo, così stupido da distruggere ciò che sulla terra ha di più caro: natura e animali.

Ciao Angelo, corri felice in un mondo migliore, senza più dolore né cattiveria.

Non soffrirai più.

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