PECHINO. Cani e gatti, la cui carne è consumata da una minoranza di cinesi, sono stati esclusi per la prima volta da un elenco ufficiale di animali commestibili. Nel testo, pubblicato dal ministero dell’Agricoltura e degli Affari rurali, sono infatti inclusi maiali, mucche, galline e pecore. E in particolare si specifica che il bestiame in questione si riferisce ad animali allevati da molto tempo per fornire prodotti come carne, uova e pellame.

La decisione arriva dopo il divieto di febbraio sul commercio e il consumo di animali selvatici, pratica sospettata della diffusione del coronavirus. «Il documento potrebbe segnalare un cambiamento di importanza cruciale nel desiderio della Cina di porre fine al commercio di carne di cani e gatti» «Arrivare a una decisione così poco dopo il divieto di carne di cane e gatto deciso dalla città di Shenzhen (la prima in Cina a farlo )è incredibilmente incoraggiante –  Questa è la prima volta che il governo nazionale in Cina ha esplicitamente spiegato perché i cani sono esclusi dall’elenco ufficiale del bestiame, affermando che si tratta di animali da compagnia e non per essere mangiati».

Davide Acito presidente dell’organizzazione Action Project Animal si esprime così: Anche se siamo felici per questa meravigliosa news, nel frattempo rimane Shenzhen l’unica città cinese ad impegnarsi seriamente al contrasto di questo fenomeno, infatti dal primo di maggio Shenzhen vieterà il consumo di carne di cani e gatti all’Interno della città.
Il nostro auspicio e presto questo grandissimo risultato lo si raggiunga in tutta la Cina. Nel frattempo possiamo dire che è un buon inizio verso la vittoria.