I CANI MANGIATI A YULIN SONO GRAVEMENTE MALATI

Yulin, Cina. Ogni anno, dal 2016, siamo in prima linea per monitorare i mercati di Yulin e cercare di capire se il fenomeno del dog meat trade comincia a calare o a dare segni di cedimento.

L’esplosione della pandemia a inizio 2020, nonostante rappresentasse una tragedia immane per tutto il mondo, ci aveva illuso che potesse rappresentare un motivo sufficiente perché il governo cinese prendesse finalmente delle decisioni nette e definitive contro la pratica barbara e pericolosa dei mercati umidi.

Lo stop di fatto c’è stato, lo sappiamo tutti, ma è durato appena un mese, già a partire da aprile 2020 i mercati umidi ricominciavano a uccidere e sezionare poveri animali, con la sola eccezione di quelli selvatici.

In un paese dove ogni anno dalle 2000 alle 3000 persone perdono la vita per rabbia, dove fin dal primo momento in cui la diffusione del virus Sars-Cov2 si è conclamato, ha adottato la tolleranza zero (verso i suoi concittadini), ‘la tolleranza’ verso ciò che il mondo della scienza ha riconosciuto quale focolaio della pandemia da Covid-19, cioè i wet market cinesi, è invece totale.

In nome di non si sa più quale tradizione, di quale credenza popolare, di quale falsa scienza derivante dalla medicina cinese tradizionale, in Cina i mercati umidi sono duri a morire, non si riesce nemmeno a regolarizzarli, quasi fossero zone franche per dare la possibilità ad una popolazione vessata dal proprio governo, di dare sfogo alle proprie frustrazioni e istinti più barbari e primitivi.

I 13 Angeli strappati ad una morte orribile a Yulin quest’anno sono stati tutti, come da prassi, visitati e a tutti sono stati fatti gli esami di routine: molti di loro, cucciolate intere sono risultate positive e affette da cimurro e altre infezioni da parvovirus. Purtroppo un cucciolo maschio, nonostante le cure intensive e il monitoraggio H24 all’interno di una struttura veterinaria all’avanguardia, non ce l’ha fatta, lo abbiamo chiamato Liberty. Per noi perdere anche solo uno di queste creature strappate con fatica e con nostro stesso rischio personale, dalle mani di aguzzini senza scrupoli e violenti, è un duro colpo da digerire.

Siamo un’associazione di volontari che si batte per i diritti di animali in una terra dove questi animali sono considerati strumenti, oggetti inanimati per soddisfare istinti bassi e disumani, dove nessuna parvenza di pietà o empatia passa minimamente per le menti di questi individui che fanno strage di creature indifese, uccidendone ogni anno decine di migliaia di individui, e con i metodi più sadici si possano immaginare.

Ogni singolo angelo strappato a quell’inferno per noi è una vittoria enorme, la prova biologica e reale che quell’orrore si può contrastare. Ugualmente, quando ne perdiamo anche solo uno di questi angeli, è un dolore immenso per noi, perché è come se una piccola candela, tra tutte quelle che riusciamo ad accendere di speranza e di ottimismo per il futuro di questi cani e gatti, si spegnesse.

Questo non ci fa demordere dall’andare avanti, non ci fa perdere d’occhio l’obiettivo, perché in gioco ci sono le centinaia di migliaia di vite prossime e future che potremmo salvare continuando la nostra battaglia contro quello che per noi rappresenta a tutti gli effetti ormai ‘la vergogna del mondo’.

Per tutti i cani che abbiamo già salvato e per quelli futuri, fino alla fine di questo inferno sulla terra.

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Multinazionale intende aprire produzione di carne di cane in Tasmania

Tasmania. La Tasmania è pronta a sfruttare la sua reputazione per la produzione di alimenti di qualità con la creazione del primo impianto di produzione di carne di cane dello Stato.
L’azienda internazionale Elwood’s Organic Dog Meat ha annunciato oggi il progetto di un’azienda agricola di 17 ettari nei pressi di Campbell Town.
Il proprietario dell’azienda, Kane Major, si è detto entusiasta dell’opportunità di espansione.
Siamo a conduzione familiare da oltre due generazioni, e questa è la dedizione che mettiamo nell’allevamento di cani“, ha dichiarato. “Siamo molto fiduciosi che i vantaggi offerti dalla Tasmania, che generano così tanti prodotti pregiati, possano generare la migliore carne di cane allevata in modo sostenibile“.
La proprietà, un ex allevamento di pecore, ha già un proprio macello autorizzato. Attualmente si sta lavorando per apportare alcune modifiche ai recinti, ai box e alla linea di macellazione per accogliere animali leggermente più piccoli e occasionalmente più aggressivi.
Le dimensioni non sono tutto nel commercio di carne di cane“, ha detto Major. “Dobbiamo rispondere alla crescente sofisticazione del mercato. In alcune parti del mondo, ad esempio, preferiscono arrostire i cani interi, per cui abbiamo allevato dachshund senza pelo appositamente per l’esportazione viva in quel segmento di mercato”.
“La preferenza degli americani è per le bistecche a pezzi, quindi prevediamo di iniziare con una mandria di circa 5.000 labrador. Lavoreremo questi cani all’età di circa 18 mesi per produrre bistecche tenere esclusivamente per un importante importatore statunitense che attende con ansia il nostro prodotto”.

Elwood’s metterà inoltre a disposizione una gamma limitata di prodotti premium da vendere in Tasmania.
“Ci piace, insomma, condividere l’amore, quindi avremo le nostre bistecche di lab, il bacon di carlino, il kelpie affumicato all’hickory e altri prodotti di piccola taglia di produzione propria, e persino un versatile “what-dog-is-that Mixed Mutt MinceTM””, ha detto con fiducia. “Siamo certi che ai tasmaniani piacerà raggomitolarsi sul divano con una ciotola calda di cane in inverno”.
Il prodotto di macelleria MMM, ha sottolineato Major, sarà prodotto con cani locali non più desiderati dai loro padroni.
Piuttosto che l’incertezza di consegnare il vostro cane a un rifugio, potete portarlo da noi e noi lo ricicleremo per produrre cibo sostenibile, una parte del quale sarà inscatolata e donata alle banche alimentari“.
L’imprenditore si è premurato di assicurare che, a differenza di altri allevamenti che hanno dato una cattiva reputazione al settore, i cuccioli di Elwood non ricevono mai antibiotici e sono nutriti solo con mangimi biologici e privi di soia.
Hanno accesso a pascoli verdi durante i mesi estivi e in inverno sono tenuti al riparo in capannoni con pavimenti in cemento a una densità di due animali per metro quadrato, in piena conformità con le migliori pratiche del settore“, ha spiegato Major.
Major ha dichiarato che l’impiego nell’industria della carne di cane è molto sicuro, grazie alla pratica standard di rimuovere tutti i denti dei cani alla nascita. Chi fosse interessato a fare domanda di assunzione può cercare ulteriori informazioni sul sito web di Elwood’s Organic Dog Meat.

AVVERTENZA:
Se avete seguito il link al sito web della Elwood’s Organic Dog Meat, avrete capito di cosa si tratta. Si tratta di satira, volta a mettere in luce il modo in cui gli altri animali – pecore, bovini, maiali, polli e così via – vengono trattati dalle industrie che li sfruttano. E sul linguaggio desensibilizzato che viene usato per le loro operazioni.
In poche parole, tutte queste industrie sono crudeli. Le industrie che sfruttano sistematicamente la vita e la morte di esseri senzienti solo a scopo di lucro non hanno interesse al loro benessere.

Fonte: Tasmanian Times

Abbiamo scientemente riportato un articolo di un magazine online tasmano che è una sorta di esperimento sociale perché ci è parso rispondere – con un punto di vista diverso – a tutti quei commenti che ci chiedono di combattere il ‘consumo’ di altri animali, così come combattiamo in Cina le uccisioni barbare di cani per fini alimentari. Rispondiamo sempre che Action Project Animal è nata con una mission precisa che il nostro stesso logo esplicita a prima vista, ma questo non significa che tolleriamo il maltrattamento e le uccisioni degli altri esseri senzienti di cui parliamo abbondantemente tutto il resto dell’anno. Ogni associazione ha il suo focus, la sua mission precisa che va tenuta d’occhio e perseguita senza deviazioni per non perdere concentrazione degli sforzi umani e finanziari, questi ultimi purtroppo limitati. Quindi torniamo alla nostra mission!

È questo il momento di essere attivi e determinati e scendere in prima linea per la loro difesa. Se anche tu vuoi essere parte attiva e determinante della nostra prossima missione a Yulin, puoi sostenerci: cliccando il bottone ‘SOSTIENICI’ troverai tutte le modalità per inviare il tuo sostegno agli Angeli di Yulin. Ogni piccolo aiuto adesso è fondamentale. Grazie dagli Angeli di Yulin.

La nuova area per gli Angeli di Yulin: i lavori proseguono celermente.

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e poter dotare l'ambulatorio veterinario delle attrezzature necessarie.

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YULIN, UN ORRORE CHE DEVE FINIRE

CINA. In occasione del giorno della festa nazionale della Repubblica, noi di Action Project Animal abbiamo deciso di parlare delle nostre liberazioni, i nostri salvataggi in Cina nell’orrore del Festival della carne di cane di Yulin (scritto e letto in italiano ci pare dica la cosa più esatta), delle nostre liberazioni di creature indifese dalla follia umana.

Ci avviciniamo ai dieci giorni di giugno in cui a Yulin si consuma il festival della vergogna, una festa che festa non è perché assomiglia più all’inferno fatto di corpi straziati e brutalmente torturati e sezionati per perpretare fuori tempo massimo, una pratica (non la chiamate tradizione) che non ha più senso di esistere, da diverso tempo ormai, soprattutto dopo una pandemia mondiale che ha seminato morti in ogni angolo del globo abitato.

La vera festa per noi di Apa sarà il giorno in cui in Cina (come in altre nazioni orientali) non sarà più sconsacrata e avvilita l’amicizia secolare che lega l’uomo al cane, quella che diverse decine di migliaia di anni fa ha visto il primo uomo condividere con il primo cane il cibo e il giaciglio e decidere di affrontare insieme, con l’aiuto reciproco, le difficoltà della vita.

L’orrore che a Yulin si consuma e che vede l’uomo torturare e togliere la vita al suo migliore amico per mangiarne il corpo straziato è la trama di un film dell’orrore purtroppo vero e reale, a cui il resto del mondo vuole mettere fine per sempre.

Oggi, nel giorno in cui in Italia festeggiamo l’instaurarsi di uno stato democratico nella forma della Repubblica, noi vogliamo festeggiare le nostre liberazioni: Pippo, Wolf, Scacco, Freedom, Wind, Pancake, Brownie, Cacao, Sky, Luca, Gary, Asia, Sony, Sally, Soft, Jack, Maggy, Deye, Sunny, Lizzy, Lara, Milka, Luna, e tutti gli altri…e i prossimi a venire, finché non ci sarà più nessuno da liberare.

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NUOVA AREA PER IL RIFUGIO APA IN CINA: I LAVORI PROSEGUONO

CINA. La settimana scorsa vi abbiamo annunciato la notizia della decisione in extremis di APA di costruire una nuova area di accoglienza per gli Angeli di Yulin dettata dalla necessità di spazio e di un ambulatorio veterinario per il disbrigo delle necessarie operazioni sanitarie in loco.

Abbiamo individuato una struttura dove potremo alloggiare numerosi Angeli che strapperemo ad una morte orribile e che, dopo le cure, la riabilitazione psicologica e il disbrigo di diverse procedure amministrative (oltre all’attesa della risoluzione del lockdown in Cina tutt’ora in atto), destineremo alle famiglie adottanti che se ne prenderanno cura per il resto della loro vita.

I lavori stanno andando avanti celermente perché i nuovi alloggi e tutta la struttura annessa dovranno essere agibili e pronti prima dell’inizio del dog meat festival di Yulin, così come anche l’ambulatorio veterinario dovrà essere al completo, debitamente attrezzato e in pieno regime per l’arrivo dei nuovi sopravvissuti al wet market di Yulin di giugno.

Dal 2016, ogni anno, questo è il peggior periodo dell’anno per noi, rappresentando l’approssimarsi di un incubo che continua a ripetersi – nonostante gli spiragli di progressi che si registrano di anno in anno -, ma è anche il momento in cui sappiamo che saremo in prima linea per loro e che, anche se non riusciremo a salvarli tutti, è importante essere lì per strappare da una morte dolorosa, tutti gli Angeli che riusciamo a portare via da quell’inferno, e testimoniare con la nostra presenza che il resto del mondo continua a dire ‘NO’ a questo orrore.

È anche questo il momento in cui abbiamo maggiormente bisogno di voi, del vostro sostegno. Le spese per la ristrutturazione sono ingenti e tutti gli Angeli che riusciremo a salvare, avranno bisogno di cure specialistiche e intensive: si tratta di povere creature che hanno subìto i maltrattamenti peggiori, tenuti senza acqua e privati anche del cibo per giorni, trasportati in anguste gabbie spesso arrugginite, legati con lacci stretti o in sacchi che ne torturano la carne; tutte queste povere creature hanno almeno contratto il distemper virus (il cimurro) per il quale la prognosi è lunga e incerta e le cure molto pesanti, oltre che dispendiose economicamente, spesso i cani curati dal cimurro ci mettono diverse settimane prima di guarire completamente.

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CINA: NUOVA AREA PER IL RIFUGIO APA PER SALVARE PIÙ CANI POSSIBILE

CINA. Il nostro rifugio APA in Cina non era in grado di ospitare ulteriori Angeli salvati dall’inferno del dog meat Festival di Yulin, così, a breve distanza dai giorni più orribili per cani e gatti in Cina (e per un innumerevole numero di altre specie), abbiamo deciso di attrezzare una nuova area.

Gli ultimi due anni ci hanno purtroppo impedito di poter destinare subito gli Angeli salvati a Yulin alle adozioni internazionali (è solo uno stop momentaneo, chiaramente), causa pandemia globale e, ultimamente, il riacutizzarsi dell’infezione in Cina; cosa che di fatto ha determinato nuovamente la generazione di enormi difficoltà per l’uscita agevole da quel paese dei nostri Angeli verso l’Europa.

Eravamo quindi davanti a un dilemma: non effettuare la missione di salvataggio quest’anno, per aspettare che la situazione si stabilizzasse e per poter portare via alcuni degli angeli dal rifugio, oppure fare uno sforzo economico molto a rischio e cercare una nuova area da sistemare e attrezzare che potesse ospitare i nuovi ingressi.

Alcune notti insonni su questo dilemma e abbiamo deciso di rimanere in prima linea anche quest’anno, non infrangere per nessun motivo – nemmeno per il più grave, come quello di una pandemia in corso – e nemmeno per un solo anno l’impegno che ininterrottamente abbiamo mantenuto saldo e vivo dal 2016.

Non avremmo potuto guardare in faccia tutti i cani già salvati altrimenti, senza sentirci terribilmente in colpa per i cani che quest’anno avremmo potuto salvare.

È ovviamente una follia, una lotta contro il tempo, anche per riuscire a raccogliere i fondi necessari per portare a termine il lavoro per la costruzione di locali adeguati e confortevoli che potrebbero ospitare fino a 40 nuove vite di cani meravigliosi strappati a una morte orribile come quella che dieci milioni di cani ogni anno incontrano a Yulin durante i dieci giorni dell’abominevole festival.

Abbiamo anche deciso, per la migliore sicurezza e benessere dei prossimi ospiti, che questa nuova area sarà anche dotata di un ambulatorio veterinario dove si effettueranno le normali procedure di vaccinazione e sterilizzazione, così da evitare loro l’ulteriore stress dello spostamento in cliniche veterinarie distanti.

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Grazie mille da parte degli Angeli di Yulin!

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LA COREA DEL SUD PROROGA I LAVORI DELLA TASK FORCE 'CARNE DI CANE'

COREA DEL SUD, Seoul. L’organo consultivo governativo sociale della Corea del Sud, una task force a tutti gli effetti, impegnata sullo spinoso tema del consumo di carne di cane, ha deciso venerdì scorso di estendere le sue attività per altri due mesi per ulteriori discussioni sulla delicata questione nel Paese.

La task force, composta da 21 membri, aveva cominciato i suoi lavoro nel mese di dicembre dello scorso anno, con l’obiettivo di formulare raccomandazioni politiche di compromesso sul consumo di carne di cane, in modo che il governo entrante avesse la via spianata per fare adottare misure per realizzarle, tra cui la revisione delle leggi in materia.
I membri hanno trovato un punto d’accordo sul fatto che la fine del consumo di carne di cane sia in linea con i tempi, ma non è ancora stato raggiunto un accordo“, ha dichiarato il comitato.
È stato deciso di prolungare le operazioni per altri due mesi per ulteriori discussioni. Faremo del nostro meglio per raggiungere un grande compromesso“.

Il funzionamento dell’organo consultivo sarebbe dovuto scadere alla fine del mese scorso.
Finora l’organismo ha svolto un’indagine sul campo a livello nazionale sugli allevamenti di cani e ha condotto un sondaggio sulla consapevolezza del pubblico in merito alla questione, come parte degli sforzi per raggiungere un compromesso.
Un numero crescente di sudcoreani vive con i cani in casa, ma ci sono anche allevamenti di cani ancora in funzione, dove alcune razze vengono allevate per la carne.

Gli attivisti per i diritti degli animali sostengono che la tradizione del Paese di mangiare cani sta diventando motivo di imbarazzo agli occhi del resto del mondo, mentre i sostenitori della carne di cane sostengono che le persone dovrebbero avere la libertà di scegliere cosa mangiare.
Attualmente in Corea del Sud c’è una legge sulla protezione degli animali che mira principalmente a prevenire la crudele macellazione di cani e gatti, ma non vieta ancora esplicitamente il consumo di cani in sé.
Un sondaggio condotto a novembre ha mostrato che il 48,9% degli intervistati è contrario alla messa al bando della carne di cane, mentre il 38,6% è favorevole.

Durante la sua campagna elettorale, il presidente appena insediato, Yoon Suk-yeol ha espresso la sua opposizione al consumo e al commercio di carne di cane, ma ha anche dichiarato che per vietare per legge questa pratica secolare è necessario un consenso sociale. Mentre il suo predecessore, il presidente uscente Moon Jae-in aveva mostrato ufficialmente una posizione di più netto contrasto al consumeo di carne di cane, così come vi avevamo raccontato in questo articolo.

Nei prossimi due mesi, la commissione chiamata ad investigare questo aspetto della società sud-coreana, potrà prendere in considerazione altre motivazioni sufficienti e pressanti per vietare l’abominio del consumo di carne di cane (e gatto), quali le ragioni di igiene e salute pubblica, ad esempio, e le ragioni etiche che da sole dovrebbero bastare per vietare questo commercio immondo in ogni società civile che si vuole chiamare tale.

 

 

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VIGILE DI HANOI (VIETNAM) SALVA 60 CANI DAL MACELLO

HANOI (Vietnam) Il tenente della polizia stradale Lê Hùng Dương ha dovuto accettare molti lavori part-time per guadagnare entrate extra e poter occuparsi adeguatamente dei 60 cani che ha adottato negli ultimi quattro anni.
In un piccolo vicolo di Tân Lợi Ward, Buôn Ma Thuột City, nella provincia di Đắk Lắk, il tenente Dương salva e mantiene questi cani da solo. Sono cuccioli fortunati, presi sotto l’ala di Dương dopo essere stati abbandonati o destinati al macello.
Dương, che lavora per la divisione di polizia stradale della città di Buôn Ma Thuột sotto il dipartimento di polizia della provincia di Đắk Lắk, ha un amore speciale per gli animali. Quando era un bambino, amava giocare con i cani, tenerli in braccio e insegnare loro degli esercizi.

Ora è papà di 60 cani. La giornata di Dương inizia alle 5 del mattino e finisce solo a mezzanotte. Pulisce le gabbie e va al mercato a comprare il cibo per i cani prima di andare a lavorare per la polizia stradale.
Dương trascorre la sua pausa pranzo a casa, cucinando il riso per i cani e nutrendo gli animali malati e deboli. La sera, quando finisce il suo lavoro part-time, torna a casa per preparare i pasti per tutti i suoi animali domestici e controlla i cani malati per assicurarsi che stiano bene.

Sono come bambini. Guardano le ciotole degli altri per assicurarsi di essere trattati equamente. I cani malati a volte saltano un pasto e lo finiscono solo quando mi siedo accanto a loro e li coccolo”, ha detto il vigile urbano a un giornale locale. Guardarli mentre scodinzolano e saltano verso di lui quando torna a casa è una benedizione. Lo aiuta a dimenticare tutta la fatica della giornata.
Spiegando la decisione di adottare così tanti cani, Dương racconta di aver salvato i suoi primi cani quando lavorava con la polizia criminale nel 2017.

Tornando a casa dopo aver lavorato fino a tardi, a Dương è capitato di scoprire due uomini in moto che trasportavano due borse. Intuendo che qualcosa non andava, li ha inseguiti. Gli uomini hanno gettato le borse a terra e sono fuggiti dalla scena.
Quando ho aperto le borse, ho visto molti cani dentro. C’era una cagna incinta che stava per partorire, ma è stata fulminata e soffocata. Il suo corpo era molto debole, ha ricordato.
Ho deciso di portarli a casa mia e prendermi cura di loro. Ma ho potuto tenere solo un cucciolo“, ha detto.
Da allora, ha deciso di cercare cani abbandonati per adottarli e tenerli in casa con sé.

Dương pur avendo esperienza nell’avvicinare i cani e nel salvarli, a volte veniva morso e graffiato. Dopo quattro anni, Dương ha dovuto fare sei vaccinazioni contro la rabbia.
Non abbiate paura di entrare in contatto con loro“, ha detto.
Il suo salario mensile è di oltre 437 dollari (in moneta locale VNĐ10 milioni), ma le spese per mantenere i suoi animali domestici ammonta a 874 dollari (VNĐ20 milioni). Ecco perché deve svolgere diversi lavori part-time come pulitore, cameriere o facchino per guadagnare soldi.
I cani adesso sono tutti molto obbedienti e sanno che Dương ha salvato loro la vita. All’agente capita che qualcuno vada da lui a chiedergli di cedergli uno dei suoi cani, lui accetta solo se ha la certezza che siano adottati e tenuti in casa come animali domestici.

Ricordiamo, infatti, che il divieto di consumo di carne di cane nella città di Hanoi, la stessa dove vive Dương, è recente e che quindi la possibilità che qualche suo concittadino consumi ancora carne di cane è ancora molto elevata.

 

Fonte: thestar.com

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DOG-FRIENDLY COUNTRY INDEX: I PAESI PEGGIORI PER I CANI

Gran Bretagna Con le nostre indagini e le nostre missioni, avete scoperto la piaga del consumo di carne di cane e di gatto in Cina, in Indonesia, come in altri paesi orientali.

Ma non dimentichiamoci che anche in altri continenti, purtroppo, il cane fa parte da millenni dell’alimentazione di intere popolazioni.

Per esempio, forse in pochissimi sanno che in Africa, la Nigeria ha una lunga storia di consumo di cani, tanto da considerarlo parte della loro ‘tradizione culinaria’.

Insieme a stati come la Corea del Sud e il Vietnam, la Nigeria è tra i primi tre paesi con il più alto consumo di cani nel mondo. Un triste dato confermato dai risultati di un recente rapporto di Matthew Nash, ricercatore capo di un approfondito ‘Dog-Friendly Country Index’, che ha individuato i paesi migliori e peggiori per possedere un cane – o essere un cane – nel 2022.

Il rapporto non ha tralasciato la Cina e i suoi diversi ‘festival’ dove il consumo di carne di cane è fortemente incoraggiato e rilanciato di anno in anno.
Oltre al tasso di consumo di cani, Nash ha preso in esame altri sette fattori chiave per classificare i 51 paesi con dati disponibili per creare un “Dog-Friendly Country Index”.

Questi fattori includono i diritti degli animali, gli hotel che accettano gli animali, la disponibilità di veterinari, la protezione degli animali, il rischio di rabbia, il riconoscimento della sensibilità degli animali e la compagnia degli animali.
I paesi campionati nel rapporto intitolato “51 Most & Least Dog-Friendly Countries in 2022”, pubblicato il 25 marzo 2022, sono stati selezionati in base ai dati disponibili.

Poiché molti paesi mancano di informazioni di base sul trattamento degli animali, in particolare dei cani, i ricercatori hanno usato un approccio a metodi misti.
Purtroppo, la Nigeria è stata classificata al numero 45 dei 51 paesi della lista, guadagnando 44, 41 punti.
D’altra parte, paesi come Italia, Nuova Zelanda, Francia, Regno Unito e Germania sono stati classificati come i primi cinque paesi più dog-friendly nel mondo, ciascuno con un punteggio superiore a trecento punti.
Ognuno di questi paesi ha dimostrato un impegno nella legislazione per la protezione degli animali e vari fattori che possono prevenire il rischio di danni al vostro fedele compagno. Questi paesi hanno ottenuto un buon punteggio su bassi casi di rabbia, cliniche veterinarie disponibili e servizi, e alloggi pet-friendly.

I peggiori paesi per i possessori di cani

In base allo studio, nella top-ten dei luoghi peggiori per chi possiede un cane, o essere un cane, troviamo: VIETNAM (-49,98), NIGERIA (44,41 punti), CINA (-41,23), INDONESIA (35,54 punti), BIELORUSSIA(32,42 punti), Iran (0,45 punti) e AZERBAIJAN (0,40).

I ricercatori dicono che tutti e quindici i paesi alle prime 15 posizioni, hanno un alto rischio di infezione da rabbia (tranne la Corea del Sud), mancano di una legislazione completa per il benessere degli animali e hanno pochissimi veterinari pro capite.
Inoltre, sei di questi paesi presentano una pratica attuale e documentata di consumo di carne di cane. Mentre è ancora possibile avere un cane da compagnia felice e sano in questi paesi, i risultati indicano che non sono l’ideale per i cani stessi o per i proprietari.

Il consumo di carne di cane in Nigeria
Uno dei punti più controversi di questo rapporto è l’alto tasso di consumo di cani in Nigeria. Mentre i nigeriani non sono estranei alla notizia del consumo di cani nel paese, è una sorpresa che sia prevalente nonostante gli sforzi degli animalisti.
Nel luglio 2021, quasi 18000 persone hanno firmato una petizione online che sollecitava il governo nigeriano e il presidente Muhammadu Buhari a vietare la vendita di carne di cane in Nigeria. Iniziato la petizione nel 2020, la campagna ospitata su Change.org si intitola “Stop Nigeria’s Barbaric Dog Meat Industry”.
Simile a paesi come Niger, Etiopia, Myanmar e Tanzania, la Nigeria è segnalata per avere pochi veterinari per somministrare trattamenti medici per i cani.
Questo le ha fatto guadagnare il punteggio di 0,4 per i veterinari pro capite, influenzando negativamente la sua percezione di essere un paese dog-friendly.

Diritti degli animali
Nonostante sia descritto come uno dei peggiori paesi per possedere un cane, la Nigeria ottiene un risultato significativo nel rapporto grazie alla sua posizione sui diritti degli animali. Per quanto riguarda la sezione 495 del codice penale (1990), la costituzione sostiene la protezione dei diritti degli animali.
Questo è in contrasto con paesi come Cina, Bielorussia, Vietnam, Iran e Azerbaijan, che non hanno leggi documentate che proteggano i diritti degli animali. Inoltre, la Nigeria è carente in altre categorie, vale a dire paesi ad alto rischio di rabbia, mancanza di hotel pet-friendly, e un basso numero di animali da compagnia.

Fonte: Premiumtimes Nigeria

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LA UE VUOLE UN TRATTATO PER CHIUDERE I MERCATI UMIDI

BRUXELLES. L’Unione Europea vuole un trattato sulla pandemia per vietare i mercati umidi.

È notizia confortante, trapelata da fonte attendibile interna alla Unione europea all’agenzia britannica Reuters.

Un funzionario UE, non autorizzato a parlare ai media e che non ha voluto rivelare la sua identità, ha dichiarato che l’Europa sta cercando un accordo globale per prevenire nuove pandemie e intercettare l’espandersi di nuovi virus con un mezzo diplomatico che li intercetterebbe sul nascere grazie a premi e incentivi, soprattutto per i paesi più poveri.

Un accordo che punterebbe prima di tutto a chiudere i mercati umidi di fauna selvata, gli stessi dove vengono macellati cani e gatti in quelle zone dove questa prassi barbarica è ancora in uso. Sembrerebbe che il primo incontro tra le parti chiamate in causa per stilare il trattato si siano già incontrate con l’obiettivo è di raggiungere un accordo preliminare entro agosto.

Secondo gli studi e i rilevamenti fatti in loco, la teoria più accreditata vuole che la pandemia COVID-19 è iniziata con la trasmissione del virus SARS-CoV-2 attraverso quello che si chiama ‘spillover‘, il salto di specie da un animale infetto (portatore sano) all’uomo, e questo è successo nel mercato umido di Wuhan in Cina dove si macellano animali selvatici insieme a quelli domestici.

La Cina ha adottato – lo vediamo ancora in questi giorni – la strategia ‘tolleranza zero’ contro la pandemia in tutte le sue fasi negli ultimi due anni, e sebbene sia stata inizialmente elogiata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per averla informata rapidamente del nuovo virus, gli Stati Uniti in particolare hanno accusato la Cina di non essere trasparente nelle informazioni sulle probabili origini dell’epidemia.
Importantissimo atteggiamento della UE in questa nuova fase della pandemai è la volontà, con questo nuovo trattato, di prevedere la graduale chiusura dei mercati umidi di fauna selvatica (gli stessi dove si macellano cani e gatti), ha detto il funzionario UE.

L’UE vuole, inoltre, introdurre obblighi giuridicamente vincolanti per prevenire e segnalare nuovi focolai di virus. Previsti anche incentivi e aiuti medico-sanitari per i paesi che segnaleranno nuovi virus tempestivamente, per evitare insabbiamenti e sottovalutazioni.
L’anno scorso, le nazioni dell’Africa meridionale, che avevano segnalato la nuova variante Omicron, sono stati pesantemente svantaggiati dall’isolamento causato dal divieto di volo da e per questi paesi; gli incentivi e gli aiuti dovranno essere sufficientemente allettanti.

VACCINI PER LE SEGNALAZIONI DI VIRUS

“Il funzionario ha detto che gli incentivi potrebbero includere l’accesso garantito alle medicine e ai vaccini sviluppati contro i nuovi virus, che le nazioni più povere hanno lottato per ottenere rapidamente durante la pandemia di COVID-19 mentre gli stati più ricchi si sono affrettati a garantire le forniture.
Gli stati che rilevano e segnalano un nuovo virus potrebbero anche ricevere un sostegno immediato, che potrebbe comportare spedizioni di attrezzature mediche da una scorta globale.
I colloqui saranno presieduti da delegati di sei paesi, che rappresentano le principali regioni del mondo – Giappone, Paesi Bassi, Brasile, Sudafrica, Egitto e Thailandia, hanno detto i funzionari.
Tuttavia, Bruxelles ha finora lottato per ottenere il pieno sostegno per un nuovo trattato dagli Stati Uniti e da altri grandi paesi, alcuni dei quali vogliono che qualsiasi accordo non sia vincolante, come il Brasile che rappresenterà i paesi del Sud America.
Se viene raggiunto un accordo, il trattato dovrebbe essere firmato nel maggio 2024.
Come parte di una revisione delle regole sanitarie globali, i paesi stanno anche negoziando modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale, un insieme di regole globali per prevenire la diffusione di malattie infettive.
Gli Stati Uniti vogliono rafforzare le regole per aumentare la trasparenza e garantire all’OMS un rapido accesso ai siti dei focolai, hanno detto a Reuters due fonti che seguono le discussioni.” (fonte Reuters)

 

Foto: shutterstock

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CINA: IL DIVERSO TRATTAMENTO DEGLI ANIMALI DOMESTICI DURANTE LA PANDEMIA

CINA. Mentre a Shanghai, a nord della Cina, con il riaccendersi dell’epidemia da Sars-Cov2, è ricominciata la caccia senza quartiere agli animali domestici delle persone che si sono ammalate (o ammalate nuovamente), a oltre 1.400 di distanza a sud, vicino Hong Kong, tira per fortuna tutt’altra aria.

La metropoli cinese meridionale di Shenzhen, nella provincia del Guangdong, è così diversa da Shanghai nel trattamento degli animali, da aver addirittura aperto un servizio di canile e di cura degli animali domestici di quanti sono costretti a fare una quarantena centralizzata, ossia costretti a casa e a non uscirne o in strutture ospedaliere dedicate.

Un centro molto ampio che consta di un’area di 8.500 metri quadrati totali per 1500 metri quadrati di struttura di rifugio vero e proprio, a pieno ritmo potrà ospitare fino a un totale di 300 animali tra cani e gatti.

È nato nel distretto Guangming di Shenzhen ed è attrezzato internamento con un gabinetto veterinario che si occupa di controllare gli animali in ingresso e durante la permanenza nel centro, mentre la supervisione del rifugio è stato assegnato al mercato della città che si è fatto carico della gestione e della manuntenzione del centro stesso.

E non si tratta nemmeno del primo centro di questo genere: già a metà marzo, nel distretto di Futian, erano sorti due centri di cura temporanea per gli animali di cui le persone ammalate o positive non potevan più prendersene cura per il periodo di guarigione o di quarantena. Oltre 200 animali tra cani e gatti erano stati presi in carico, accuditi e poi riassegnati alle famiglie corrispettive.

Come anticipato, tutt’altra aria tira per cani e gatti rimasti soli nella parte nord della sconfinata Cina: video girati da privati stanno facendo il giro dei social e dei media, denunciando in tutto il mondo come, allontanate le persone risultate positive al Covid, gli animali domestici vengono intrappolati e ammassati in reti attraverso le quali possono a malapena respirare; in altre scene molto più drammatiche si vedono operatori sanitari sopprimere a colpi di badilate dei cani per strada, lasciati liberi dai loro compagni umani che non possono più occuparsi di loro. La situazione di questi giorni in città come Shanghai è drammatica a partire dagli umani, le associazioni umanitarie denunciano un preoccupante picco nel numero dei suicidi, mentre le proteste dei cittadini vengono represse brutalmente.

Quando la Cina riuscirà a trattare alla stessa maniera dignitosa gli animali (e gli umani), a partire da quelli con cui da secoli conviviamo pacificamente, non assisteremo più a queste scene schizofreniche.

Intanto non perderemo occasione di denunciare questi crimini.

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