Non si tratta di un festival e non riceve la stessa risonanza mediatica del più tristemente famoso dog meat festival di Yulin.

Eppure nella Korea del Sud persistono le stesse assurde e infondate credenze, risalenti alla medicina tradizionale, che indica nel consumo di carne di cane nel periodo estivo, un aiuto fortificante ed energizzante per affrontare meglio il caldo asfissiante di queste zone a ridosso della fascia subtropicale.

Ecco quindi che, durante i giorni denominati di Bok-nal, il consumo di carne di cane, sotto forma di ‘boshintang’ (ovvero zuppa a base di carne di cane), aumenta in questo periodo di ben il 70%. Ma non si tratta solo di piatti della ‘tradizione’, la carne di cane si trova anche in certi medicamenti da stregoni, come il tonico dal nome gaesoju che si trova nei negozi di medicina tradizionale.

Mentre l’84% dei coreani ha dichiarato di non consumare carne di cane, nemmeno nei tre giorni estivi più caldi secondo il calendario estivo, ancora in Corea del Sud, quasi due milione di cani perdono la vita nelle maniere più dolorose e crudeli possibili, solo durante questo evento. Vengono uccisi infatti per elettrocuzione oppure, appesi e presi a bastonate fino alla morte: qui come in Cina, si crede che la tortura inflitta ai cani renda la loro carne più tenera a causa della scarica di adrenalina da dolore, stress e paura.

Uno stress un dolore e una paura che i cani soffrono per tutta la loro miserevole vita, a partire dagli allevamenti casalinghi improvvisati e illegali, dove vengono costretti a convivere con i loro compagni di sventura dentro gabbie anguste, senza il minimo rispetto per la loro etologia e senza nessuna considerazione del fatto che si tratti di animali senzienti.

Fino ai giorni terribili del Bok-nal – che quest’anno cadono nei giorni 11 e 21 luglio e 10 agosto – in cui la loro già miserevole vita verrà spezzata con violenza, tra atroci sofferenze e di cui oggi ricorre la seconda tragica giornata.

 

 

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