Stati Uniti. Gli americani stanno rinunciando ai cani e ai gatti a causa dell’inflazione.

Durante la pandemia da Covid una famiglia su cinque ha adottato un cane o un gatto: migliaia di cani e gatti sono stati acquistati o adottati dai rifugi durante il lockdown, ma ora migliaia di americani sono costretti a rinunciarvi a causa dell’aumento dei prezzi che sta colpendo il mondo intero, e anche loro.

Secondo le indagini svolte a campione, pare che il 14% non può permettersi le spese legate al mantenimento di un animale domestico. Qualcuno (solamente il 12%) delle famiglie costrette a rinunciare al proprio pet, è riuscito però a trovare una nuova sistemazione al suo quattro zampe. E, di conseguenza, canili, gattili e rifugi varii, si stanno trovando in serie difficoltà per il boom di richieste di ingressi che stanno ricevendo in questo periodo; si tratta spesso degli stessi animali che hanno ceduto in adozione. Mentre si sta facendo sempre più reale la preoccupazione che un numero anche maggiore di cani e gatti ceduti in adozione, vengano abbandonati.

Non diversamente da quanto succede in Italia, poi, i costi di cura – normali e straordinari – dei pet, già molto elevati, a causa dell’inflazione, stanno raggiungendo livelli davvero preoccupanti. Secondo alcune stime, negli Stati Uniti, un cane può arrivare a costare fino a 1.000 dollari l’anno e un gatto 650 dollari, solo per il ‘normale’ mantenimento, senza considerare eventuali emergenze o necessità veterinarie. Ma le emergenze veterinarie possono verificarsi e vanno tenute in conto, cosa che farebbe schizzare la spesa di diverse migliaia di dollari. In un periodo in cui quattro famiglie americane su dieci affermano che un conto veterinario inatteso da 999 dollari potrebbe costringerle a indebitarsi, non è certo un dato che fa stare tranquilli per la salute dei nostri amati animali. Nel triste novero degli abbandoni, vanno considerati tutti gli animali che soffrono o che muoiono prematuramente perché le loro famiglie non può permettersi di curarli adeguatamente. Sono morti ‘bianche’, spesso nascoste, di cui non si conosce esattamente l’entità, ma non possiamo fare finta che non esistano. O che non esistano più, purtroppo.

 

 

 

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